Sigma Spa sceglie Oracle JD Edwards per la gestione dell’intera filiera aziendale
Feval Progetti, partner di riferimento Oracle nel Centro-Sud per la consulenza e i servizi ERP JD Edwards, assisterà Sigma Spa durante tutte le fasi del progetto.
Dopo un lungo e minuzioso processo di selezione della soluzione, Sigma Spa, leader nei sistemi self service per l’ automazione delle transazioni e nei sistemi di gestione delle code, ha scelto Oracle JD Edwards EnterpriseOne quale piattaforma applicativa integrata per la gestione dei propri processi amministrativi, produttivi e logistici. Feval Progetti, Oracle Certified Partner, è stata scelta per l’implementazione della soluzione Oracle JD Edwards nelle quattro business unit della società (Banking, Infomobility, Information Technology, International).
Sigma Spa vanta tra i propri clienti primari gruppi nazionali e internazionali e ha in previsione iniziative di ulteriore sviluppo che devono essere accompagnate da un sistema informativo che semplifichi la gestione corrente, migliori l’organizzazione dei processi di lavoro e fornisca una capillare visibilità delle operazioni aziendali. Sigma Spa ha pertanto trovato nella soluzione Oracle JD Edwards EntepriseOne, di comprovato valore tecnologico e ideale per la media impresa, la risposta adeguata alle proprie necessità, anche in virtù dei rapidi tempi di implementazione.
Azienda tutta italiana, Sigma Spa, forte di un team di 210 persone, opera con l’obiettivo di sviluppare su un orizzonte di lungo periodo i rapporti con la propria clientela. Il parco clienti di Sigma comprende gruppi aziendali grandi e complessi, ma anche piccole realtà in ambito locale a cui sono stati forniti ATM (bancomat), sistemi di gestione delle attese, sportelli self service per il pagamento dei pedaggi, sportelli self service per il pagamento delle utenze, sportelli self service per l’emissione di biglietti di trasporto, sportelli self service per il pagamento dei ticket sanitari, chioschi multimediali, distributori automatici di tessere, sistemi di controllo degli accessi, sistemi di videosorveglianza e molto altro.
I prodotti, realizzati attraverso una politica di investimenti costanti in ricerca e sviluppo che impegnano circa il 15% del fatturato aziendale, vengono fabbricati nei due stabilimenti di Comunanza (AP) e Monterubbiano (AP), ma Sigma Spa è anche presente nelle sedi di Altidona (AP), Parma e Dorzano (BI), oltre che nei 20 Centri di Assistenza Tecnica, capillarmente distribuiti sul territorio italiano, per fornire un servizio post-vendita sul posto tempestivo ed efficiente. Un business complesso e una struttura organizzativa articolata, dunque, che l’azienda ora riuscirà a governare in maniera più efficiente ed efficace grazie alla soluzione Oracle JD Edwards.
Chianciano terme, programma di rilancio

Il coordinamento come fonte di rilancio.
Secondo il Presidente delle Terme di Chianciano sono necessari anche altri strumenti quali la formazione e l’informatizzazione, a supporto del piano strategico in atto.
Da oltre vent’anni il SSN ha penalizzato le realtà termali tradizionali tagliando drasticamente le agevolazioni a certe categorie di curandi. Questa situazione, unita ad altri fattori negativi legati all’economia turistica nazionale e più in generale al cambiamento dei costumi di un’ampia fascia di popolazione, ha generato una crisi diffusa che ancora tocca i comparti ricettivo-commerciali di numerosi Comuni termali.
Anche la cittadina di Chianciano Terme ha risentito della crisi del settore. Per far fronte a queste difficoltà da quest’anno la società delle terme di Chianciano S.p.a, l’APT, il Comune, la Provincia e la Finanziaria delle terme hanno realizzato un progetto di rilancio e promozione che, a stagione quasi conclusa, segnala ancora tanto lavoro da fare.
Ne parliamo con Sirio Bussolotti, Presidente delle Terme di Chianciano da gennaio 2008, per capire cosa è stato fatto ad oggi e cosa suggerisce per il futuro.
Presidente, ci parli del suo incarico ai vertici della società Terme di Chianciano
“Fin da giovane ho sentito la necessità dell’impegno civile e politico. Dopo vari incarichi anche in ambito sanitario mi sono ritrovato a gestire la realtà di Chianciano Terme che è assai complicata. La causa è che ci sono ben cinque “front office” da gestire: il Parco Acqua Santa, dove si svolge la cura idroponica e dove si trovano le nuove Terme Sensoriali; il Parco Fucoli, con le sue acque da bere che vanno ad integrare quelle dell’Acquasanta; il recente Pala Monte Paschi che è una struttura polivalente per iniziative congressuali e di intrattenimento in genere, come il ballo e la danza; la Direzione Sanitaria ed infine il Parco Sillene per la fisioterapia ed altri trattamenti. Abbiamo enormi possibilità non ancora ben coordinate, questo sarà il lavoro più importante per arrivare a concretizzare nuovi obiettivi, primo fra tutti quello di aumentare i turisti che vengono a Chianciano. Ovviamente questo lavoro va fatto insieme agli albergatori, all’APT, a coloro che erogano il servizio di accoglienza con gli adeguati strumenti d’ informatizzazione. Avere cinque “front office” vuol dire avere ruoli occupazionali quintuplicati, come i portieri ad esempio, e non è cosa semplice. Mi sono posto nei panni del turista/curando e fin dal primo momento ho voluto affrontare l’aspetto dell’accoglienza. Penso all’importante ruolo delle impiegate al ricevimento o all’informazione che rappresentano il primo contatto tra il turista/curando e la realtà chiancianese. Ci vuole una particolare dose di gentilezza perché i nostri ospiti sono mediamente di età avanzata”.
Il Presidente evidenzia la necessità di fare formazione interna. Tutti i reparti e gli uffici dei cinque front office sono dotati di una rete informatica con un programma specifico in grado di collegare il personale in tempo reale. Manca però la conoscenza, gli operatori interni sono professionisti esperti nel loro ambito ma con scarsa competenza informatica. “Chi fa cosa, quando e dove deve essere comunicato a tutti i colleghi in rete”, suggerisce il Presidente Bussolotti.
Come affrontate la crisi generale del comparto turistico termale e quali sono le vostre proposte?
“Da qualche anno abbiamo una perdita costante che si attesta sul 6-8% sulla cura idroponica. Questo è il problema più grave delle strutture termali che erano tradizionalmente monoculturali, puntavano principalmente sulla cura dell’acqua da bere. Come risolvere la crisi? Sono convinto che ci sono le possibilità di rilanciare il termalismo, a determinate condizioni. Per prima cosa è necessario che lo Stato e le Regioni introducano nei propri piani sanitari dei meccanismi che riguardino le attività termali, soprattutto per fare prevenzione e riabilitazione. Coinvolgere i medici di base per poter recuperare i curandi. A tutt’oggi tra i medici di base prevale la prescrizione “chimica” a quella dell’acqua, bisogna che ci sia maggiore attenzione e informazione verso i benefici delle terapie termali, mettendoci le risorse economiche adeguate.
Per seconda cosa bisogna fare un lavoro sulla ricerca più coordinato e puntuale, coinvolgere il mondo accademico che è responsabile della formazione degli operatori. Nel nostro Consiglio di Amministrazione è stato approvato il progetto che prevede una convenzione con l’università di Siena per sviluppare un rapporto di carattere scientifico più stretto”.
Qual è stato l’andamento delle Terme Sensoriali?
“Confermo un impatto positivo con un incremento delle entrate. I dati del primo semestre 2008 confrontati con i dati 2007 hanno evidenziato un + 150% per la fangoterapia reumatica, +30% al salone sensoriale, +30% al centro benessere. Le presenze alle Terme Sensoriali sono di persone giovani e ci aiutano ad abbassare la media dell’età dei frequentatori abituali delle nostre strutture. Ci auguriamo che nel prossimo futuro i giovani ospiti desiderino conoscere anche i nostri servizi tradizionali”. Le terme Sensoriali sono un prodotto di grande appeal.
Medici di base a convegno il 18 e 19 ottobre
Il convegno scientifico fa parte dell’ampio progetto di rilancio di Chianciano e delle sue terme.
APT di Chianciano Terme, nella persona del Direttore Dottoressa Grazia Torelli, e azienda Asl di Roma F hanno organizzato un seminario rivolto ai medici di base con riconoscimento ECM. Sede dei lavori sarà la Sala Fellini del parco Acquasanta. Responsabile scientifico sarà la dottoressa Maria Cristina Serra; interverranno il dottor Bruno Sordi ,direttore sanitario delle terme di Chianciano , il professor Alberto Autieri, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Siena, il professor Adolfo Attili , gastroenterologo dell’univesità La Sapienza di Roma, il professor Rodolfo Ponchietti, specialista in urologia docente all’università di Siena.
Oltre al convegno medico l’Agenzia Pharmabios ha svolto un’azione di direct marketing rivolta ai medici di base e specialisti su tutto il territorio nazionale. Attraverso la comunicazione e la spiegazione delle proprietà terapeutiche delle acque di Chianciano da parte di informatori medico-scientifici dotati di materiale divulgativo realizzati ad hoc è aumentata la visibilità del prodotto Chianciano terme nelle realtà mediche nazionali. E’ stato inoltre monitorato il ritorno di tale operazione attraverso la creazione di una banca dati con tutti i nomi dei medici contattati ed il numero di pazienti collegati ad ogni medico.
Diversificare l’offerta
Riguardo ai progetti futuri il Presidente Sirio Bussolotti ha indicato come obiettivo generale la diversificazione dell’offerta continuando ad investire sul benessere termale, sulla rivalutazione dell’aspetto scientifico, sul riposizionamento della destinazione turistica attraverso un nuovo brand. Obiettivo ampiamente condiviso dal direttore di APT Chianciano Terme. Non bisogna tuttavia perdere di vista alcuni concetti fondamentali che vedono Chianciano Terme promosso e comunicato come parte integrante del sistema Terre di Siena e soprattutto del territorio circostante, Val di Chiana e Val d’Orcia.
Considerando che l’ospitalità di Chianciano è di circa 13.000 posti letto bisogna cercare di dare la risposta economica più alta possibile puntando anche al turismo congressuale. Il Pala Monte Paschi viene gestito direttamente dalle terme tramite la Fondazione. La Fondazione opera nei settori della ricerca scientifica ed ha tra i suoi obiettivi un particolare riferimento alle risorse termali ed al settore della sanità. Si occupa quindi di svolgere attività di ricerca volta alla prevenzione ed alla cura delle patologie dell’apparato gastroenterico ed epatobiliare, vascolare, osteo-muscolare, respiratorio ed alla valorizzazione della medicina termale. Svolge un ruolo sinergico e di traino rispetto ad altri soggetti protagonisti dello sviluppo del territorio chiancianese.
Quali suggerimenti per i lettori della rivista HTS in ambito marketing termale e del benessere?
“Posso dire a cosa puntiamo: l’Immobiliare, una società pubblica con partecipazione del Comune e della Provincia, è proprietaria della struttura delle Terme e sta costruendo le piscine vicino allo stabilimento Sillene. La realizzazione del progetto Piscine Sillene sarà l’elemento che chiuderà il cerchio delle nostre attrattive. Nel piano di comunicazione e promozione turistica puntiamo ad aumentare la consapevolezza, l’interesse, il desiderio e l’azione nel target, cercando di spostare questo target ad un livello superiore. Cercheremo di riguadagnare la fiducia del pubblico dopo un momento di crisi con zioni persuasive sui benefici della destinazione e rammentando ai clienti affezionati l’esistenza della destinazione. Fortunatamente nel piano che riguarda il turismo la Regione Toscana ha stanziato quest’anno circa 2 milioni di euro per la promozione termale. Dobbiamo agire insieme e commercializzare i marchi termali della nostra Regione in maniera congiunta, consolidando il Consorzio Toscana Termale per fare promozione anche all’estero”.
Maria Grazia Azzaroni
BARTOLINI PROGETTI S.p.A. ANNUNCIA L’ACQUISIZIONE DI SCC ITALIA & MULTIVENDOR SERVICE
Il Gruppo Bartolini Progetti annuncia l’acquisizione di SCC – Specialist Computer Company e MVS – Multivendor Service, aziende leader nelle integrazioni tecnologiche, da SCH, Specialist Computer Holdings Plc, uno tra i più grandi gruppi privati tecnologici europei.
L’acquisizione di SCC e MVS amplia l’offerta di I.T. per l’Impresa e la Pubblica Amministrazione e rafforza la gamma delle proposte avanzate dalle aziende del Gruppo già specializzate in attività di After Market di eccellenza per prodotti tecnologici.
“Siamo molto orgogliosi di annunciare questa acquisizione che permetterà alla Bartolini Progetti di essere ancora più protagonista nel mercato dei servizi tecnologici, in un’ottica di continuità con l’intera offerta del Gruppo”, ha dichiarato Massimo Bartolini, Amministratore Delegato di Bartolini Progetti; “SCC Italia vanta una reputazione consolidata nel mondo dei servizi IT e un grande apprezzamento da parte del mercato, frutto di un’esperienza di oltre 20 anni in Italia e del profondo impegno nei confronti dei propri clienti, nell’ottica del miglioramento continuo dei servizi offerti e della ricerca di soluzioni innovative che le ha garantito la fiducia da parte di moltissime importanti aziende italiane in vari settori merceologici nonché della Pubblica Amministrazione.
L’acquisizione rappresenta per noi una tappa fondamentale per la realizzazione del disegno strategico che porterà all’affermazione di un nuovo importante player sul mercato italiano dei servizi IT”.
Il passaggio di SCC al Gruppo Bartolini Progetti avverrà in un’ottica di profonda attenzione alla qualità e al valore aggiunto per il cliente. La nuova società svilupperà ulteriormente le linee di business maggiormente coerenti con le esigenze del mercato italiano e continuerà a ricoprire il ruolo di business partner di riferimento in Italia per il gruppo SCH.
NO PATENT: “Creiamo futuro”

Proposta sul tema dei brevetti industriali
a favore della circolazione del sapere
Fin dal 1999 le manifestazioni di Seattle contro l’Organizzazione Mondiale del
Commercio (WTO) hanno portato alla ribalta il tema dei brevetti e della proprietà
intellettuale, inserendolo nell’agenda politica dei movimenti sociali mondiali.
Nell’ultimo decennio, i cittadini che si sono attivati per affermare il diritto ad una
globalizzazione non orientata solo ed esclusivamente al profitto sono aumentati in
modo esponenziale, e sono cambiate radicalmente le sensibilità e le aspettative
degli utenti. L’ossessiva protezione orientata al monopolio di beni vitali e necessari
quali ad esempio i farmaci, le sementi per agricoltura e l’acqua sono sempre più
frequentemente sotto accusa, ed hanno stimolato importanti campagne di
sensibilizzazione nell’opinione pubblica. Ciò è vero in particolare nel settore
farmaceutico, dove il brevetto resta il principale strumento per la protezione degli
investimenti in ricerca, al punto che più volte gli interessi delle aziende hanno
avuto la meglio sugli interessi diffusi della salute pubblica.
Guna S.p.a. è un’azienda farmaceutica presente sui mercati internazionali, che
opera nella ricerca scientifica e produzione industriale di farmaci d’origine
naturale. È uno dei leader europei del settore omeopatico ed omotossicologico,
nata quasi trent’anni fa per desiderio e volontà dei coniugi Alessandro Pizzoccaro
ed Adriana Carluccio. Guna crede fermamente in una medicina basata sulla
persona, rispettosa dell’unicità corpo-mente-spirito del paziente, orientata alla
prevenzione delle malattie ed alla promozione di corretti stili di vita. Uno dei meta-
obiettivi di Guna è quello di stimolare ogni individuo alla ricerca del proprio stato
di salute ideale, ricerca che richiede particolare attenzione non tanto
all’intervento sul sintomo, bensì a mantenere l’organismo in uno stato di equilibrio
psico-fisico-emozionale che è condizione privilegiata per attivare al meglio le
proprie difese immunitarie.
Guna è cosciente che l’obiettivo finale di un’azienda è quello di fare business, e si
riconosce senza false ipocrisie in questo modello, ma è convinta che la ricerca
del profitto non possa e non debba essere disgiunta da obiettivi di carattere etico
e sociale, e che il business possa avere un volto umano. Come azienda,
percepisce responsabilità di vario tipo: investimenti in ricerca scientifica, in
occupazione, in innovazione tecnologica, nel benessere dei dipendenti e del
territorio, nel miglioramento degli indici di salute generale delle nazioni dove
opera, e nello stimolare approcci più consapevoli nei confronti del concetto di
salute e di malattia.
Guna desidera guardare al futuro, impegnandosi per garantire con il proprio
contributo il benessere delle comunità, e non desidera impiegare risorse per
“proteggere il passato”. L’azienda vuole quindi con questa lettera rendere noto
che dall’intera gamma di farmaci di propria produzione sono state eliminate tutte
le procedure di protezione brevettuale di prodotti e processi industriali.
Guna ha recentemente investito notevoli risorse per la creazione ed attivazione
dei nuovi laboratori di Via Palmanova a Milano, che sotto il profilo tecnologico
sono gli stabilimenti industriali più avanzati al mondo nel settore omeopatico, e sta
proseguendo in un piano quinquennale di ulteriori significativi investimenti in
ricerca scientifica. Ogni innovazione tecnologica, di prodotto o di processo
risultante dalle attività dei nuovi laboratori, come pure d’ogni altra unità locale di
ricerca dell’azienda in Italia ed all’estero, verrà immessa sul mercato senza
protezione brevettuale, come pure sarà “copyleft” (circolazione gratuita e senza
necessità di preventiva autorizzazione, purché con citazione della fonte) ogni
nuova pubblicazione editoriale – scientifica o di divulgazione – edita dall’azienda,
ivi inclusi i risultati degli studi clinici finanziati da Guna.
Noi interpretiamo la logica brevettuale come una pesante zavorra, che blocca il
naturale impulso dinamico allo sviluppo delle nuove conoscenze. Il terzo millennio
ci pone dinnanzi nuove ambiziose sfide: sarà possibile sperare di vincerle solo
basando la propria attività su valori differenti, primo tra tutti la condivisione del
sapere a tutti i livelli.
Nel nostro piccolo, siamo fermamente determinati a dare il nostro fattivo
contributo. Guna non ha la pretesa di far abolire o far vietare brevetti e copyright,
ma ha l’ambizione di fare una propria scelta consapevole, meditata e razionale:
invitiamo con questa lettera i protagonisti del settore farmaceutico – orientati alla
qualità ed all’efficienza – a riflettere sul vantaggio per tutti, aziende e pazienti,
derivante dall’indirizzare risorse ed energie ad una ricerca scientifica libera e
condivisa, anziché alla protezione ossessiva di conoscenze e saperi.
In estrema sintesi, noi auspichiamo per il futuro un approccio “olistico” alla
gestione delle conoscenze, così come l’omeopatia propone un approccio olistico
alla salute del paziente.
Il Presidente di GUNA S.p.a.
dott. Alessandro Pizzoccaro
